10/10/14

Colpisce oltre il 15% delle donne in età riproduttiva e può compromettere la vita sessuale, la fertilità e addirittura la vita lavorativa, per queste ragioni l’endometriosi è una malattia a carattere sociale.

La possibilità di essere colpiti dall’endometriosi dipende da una complessa interazione di fattori tra i più determinanti ci sono quelli immunologici, ormonali, ambientali e genetici.

L’endometriosi è provocata dalla crescita di tessuto endometriale (che di norma riveste internamente l’utero) in sedi anomale come possono essere le ovaie, le tube, la vescica, o i fasci muscolari dell’utero. È una malattia relativamente frequente che colpisce quasi sempre donne in età fertile che hanno un normale ciclo ovarico.

Il suo sintomo più rilevante è il dolore pelvico che può arrivare ad una intensità tale da compromettere la qualità della vita di chi ne è colpito. Spesso, infatti, chi soffre di endometriosi non riesce a condurre una vita sessuale serena a causa del dolore avvertito durante i rapporti sessuali (dispareunia). Nei casi più seri i sintomi dolorosi, che si intensificano nel periodo mestruale (dismenorrea), impediscono anche una regolare attività lavorativa. L’endometriosi è inoltre associata alla difficoltà ad avere una gravidanza.

Nel 20% dei casi, l’endometriosi non ha sintomi e viene diagnosticata in occasione di una laparoscopia eseguita per infertilità da causa inspiegata o in occasione di un intervento laparoscopico. Molto utile ai fini di una diagnosi clinica di endometriosi è la visita ginecologica ripetuta: la paziente dovrebbe cioè essere visitata almeno due volte nello stesso ciclo e cioè sia lontano dalla mestruazione e sia nell’imminenza o durante o subito dopo il flusso mestruale.

L’endometriosi, insieme al dolore pelvico cronico, rimane uno dei più perplessi problemi in ginecologia è una malattia difficile da prevenire a causa dei molteplici fattori che sono alla sua origine e solo una diagnosi tempestiva consente di limitarne i danni.

L’utilizzazione della laparoscopia al minimo sospetto può consentire di cogliere fin dall’inizio l’evolvere di questa patologia e di studiare le strategie di trattamento di solito farmacologiche o chirurgiche focalizzate sulla riduzione del dolore e sulla conservazione della fertilità.

Il dolore è, dunque, l’elemento centrale di questa patologia e il dolore durante i rapporti sessuali è tra le conseguenze più frequenti e problematiche. Il trattamento del dolore sessuale richiede sempre un’attenzione particolare. La connotazione del sintomo doloroso ha, infatti, componenti sia fisiche che psicologiche in grado di interferire sulla risposta sessuale, ma anche sul senso di adeguatezza sessuale e sul rapporto di coppia. È di fondamentale importanza considerare il contesto in cui la donna sperimenta il sintomo doloroso e il significato della disfunzione sessuale nella sua vita, per evitare pericolose scissioni che appartengono più agli specialisti e ai diversi approcci al trattamento delle disfunzioni sessuale che non alla sessualità umana.

 Dott.ssa Fabiana Corica

Letto 1552 volte Ultima modifica il Venerdì, 03 Ottobre 2014 15:55
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