09/09/14

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Amore e sessualità si disinteressano della presenza o meno delle rughe. Con l’avanzare degli anni la vita sessuale può essere vissuta pienamente e in modo non meno coinvolgente che nelle epoche precedenti.

Tuttavia, il periodo climaterico può rappresentare un passaggio critico e sofferto; questo è sensibilmente più probabile per le donne che, attraverso la menopausa, contattano in maniera più diretta degli uomini i cambiamenti ormonali e la fine dell’età riproduttiva.

Nella donna il periodo climaterico può, infatti, essere la causa del riaffiorare di antichi pregiudizi e per molte donne la cessazione del ciclo mestruale corrisponde al declino e alla fine della propria sessualità e femminilità. Per queste donne il corpo che non esprime più i fenomeni associati alla riproduttività diviene un corpo privo di interessi, di appetibilità sensuale e affettiva, di vitalità e desiderio.

Per quanto non si manifesti un calo così improvviso della capacità riproduttiva al maschile, la percezione della riduzione delle proprie caratteristiche di virilità associate ad una sessualità attiva e pronta, ha un impatto negativo anche negli uomini.

Per ciò che riguarda la sessualità persiste ancora la convinzione che sia intimamente correlata con la procreazione.

Ne è diretta conseguenza che persone percepite come fuori dall’età riproduttiva vengano implicitamente considerate asessuate.

D’altra parte, nella cultura del “vivere giovane”, si tenta una sorta di mistificazione dell’invecchiamento con la riproposizione di miti e stereotipi che enfatizzano la performance e l’efficienza.

È allora tra questi due estremi, cioè della sessualità negata o imposta, che invece è da collocarsi un’immagine in cui tutte le componenti fisiche, psichiche, culturali possano ricombinarsi armoniosamente dando luogo ad una specifica modalità sessuale in questa fase di età.

Ogni periodo di crisi seppur disagevole può divenire un momento di rielaborazione, di revisione del proprio modo d’essere. In questo senso, attraverso il passaggio climaterico la donna e l’uomo possono incontrare l’occasione per ricercare e ricostruire una propria identità sessuale.

Una sessualità più ludica e affettiva, svincolata dalla riproduzione, meno concentrata sul primato della genitalità e tesa invece a mantenere un contatto con le dimensioni del piacere, del gioco e del desiderio. Rilanciando una nuova fase lontana da antichi pregiudizi e dai ruoli vincolanti sociali e privati.

La scoperta o la riscoperta della sessualità è un processo che interessa uomini e donne di ogni età. Come per altre caratteristiche, non sono tanto le modificazioni fisiche (che pure sussistono) a determinare un declino progressivo del coinvolgimento nell’attività sessuale con l’avanzare dell’età, ma il sentimento di inadeguatezza e delegittimazione, l’adesione al pregiudizio sociale e il rifiuto del proprio cambiamento.

Molte ricerche evidenziano invece come in questa fase della vita la sessualità possa rivelarsi appagante, divertente e vitalizzante.

La percezione di una continuità nella possibilità di apprezzare la propria vita intima, ha un effetto anche sul mantenimento di un contatto continuo con la percezione della propria mascolinità e femminilità.

Sentire un inalterato contatto con il proprio ruolo maschile e femminile, seppure nei cambiamenti a cui la vita ci richiede di adattarci, e ben oltre l’età riproduttiva, aiuta anche a vivere con serenità e riduce il senso di perdita rispetto al passato e nel confronto con le generazioni più giovani.

Dott.ssa Fabiana Corica

Letto 1197 volte Ultima modifica il Mercoledì, 15 Ottobre 2014 15:33
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