09/09/14

culla due

In Italia quasi il 20% delle coppie presenta problemi di infertilità, e di queste circa un sesto ha una diagnosi di sterilità senza una specifica causa. Ogni anno circa diecimila coppie si rivolgono ad un centro specializzato per ricorrere alla fecondazione assistita.

È ormai diffusa la consapevolezza della stretta connessione, nell’infertilità, tra l’aspetto organico e quello psicologico.

Nessuna funzione dell’organismo umano è così carica di contenuti emozionali e simbolici come quella riproduttiva. La componente psicologica può incidere sulla fertilità attraverso diversi meccanismi, mediante il sistema neurovegetativo e neuroendocrino, creando disfunzioni acute e croniche, e a volte vere e proprie alterazioni di organi. Probabilmente in molti casi le componenti somatiche e quelle psicologiche sono inseparabili e ciò induce sempre più spesso a considerare una multifattorialità di cause nell'infertilità.

Le difficoltà psicologiche che accompagnano la condizione di infertilità, ne fanno una "crisi di vita" che coinvolge, su diversi piani esistenziali, sia l'individuo che la coppia, dando luogo a vissuti di frustrazione, stress, senso di inadeguatezza e perdita.

Inoltre, lo stress emozionale che ne consegue può a sua volta avere un effetto sulle funzioni biologiche, in particolare sull'equilibrio endocrino e sulle funzioni sessuali, tale da creare un circolo vizioso.

A livello di coppia la "crisi di infertilità" può compromettere la sfera della comunicazione, dell'attività sessuale e dei progetti futuri, e dare luogo a una condizione di conflitto e di isolamento sociale. Qualunque fosse la condizione emotiva e relazionale prima dell'emergere di un problema di infertilità, il suo insorgere può inasprire o attivare conflitti individuali e di coppia.

Anche la vita sessuale, in relazione all'enfasi che la valutazione e il trattamento dell'infertilità pongono sul rapporto sessuale, può subire un condizionamento negativo, con diminuzione della frequenza e della spontaneità dei rapporti e insorgenza di disfunzioni sessuali transitorie, quali difficoltà nel raggiungere l'orgasmo, calo del desiderio, eiaculazione precoce, difficoltà nell’erezione.

Il percorso di riproduzione assistita, con il suo rituale complesso, l'alta frequenza dei controlli, il grande numero di variabili (vissute come incontrollabili) che sembrano condizionarne l'esito, esaspera l'attesa e sottolinea, ad ogni intervento, la perdita, simbolica o reale, che la frustrazione del desiderio di un figlio comporta. Inoltre l'attenzione ossessiva ai propri processi corporei, una certa medicalizzazione, genera paure e tensioni che possono alterare i parametri fisiologici.

Può, per esempio, verificarsi anovulazione in donne in trattamento di inseminazione artificiale e difficoltà da parte dell'uomo di produrre il seme quando richiesto dai medici, o alterazione dei valori seminali.

La grande carica emotiva attivata nei trattamenti e nel loro fallimento inducono a riflettere sulla necessità di supportare le coppie che si accingono ad affrontare questo difficile percorso e di individuare quei casi in cui massicce difese e l'attenzione esclusiva verso la meta tanto desiderata portano ad eccessive aspettative, rendendo poi più difficile fronteggiare la delusione del fallimento, col rischio di venirne sopraffatti.

Per una coppia un figlio può significare il desiderio di costruire una famiglia, di raggiungere una completezza e un’armonia più profonda. La diagnosi di sterilità irrompe con violenza in questo momento delicato, provocando una forte sofferenza emotiva. Essa acquista connotazioni di morte, di negazione della continuità familiare, di angosce di svuotamento, di colpa, di solitudine e di vergogna.

Le persone che si confrontano con questa realtà si percepiscono come corpi malati, a cui è stato sottratto il diritto di procreare: il corpo malato è una sconfitta e la maggiore fra esse è sicuramente quella dell’incapacità di generare dei figli. L’essere sterile porta alla sensazione di non essere completamente donna o completamente uomo, perché manca qualcosa, perché il corpo non funziona come dovrebbe.

Tutto ciò non induce solo un cambiamento a riguardo della funzione riproduttiva, ma investe completamente la persona, la percezione di sé e del proprio corpo, incrinando i meccanismi più profondi dell’identificazione, l’essere uomo e l’essere donna.

L’immagine di sé che si sviluppa è un’immagine personale negativa, caratterizzata da un flusso di emozioni difficilmente governabili. Le persone si trovano a vivere ambivalenti sentimenti di vergogna e di invidia verso chi ha avuto la possibilità di procreare, si disprezzano e si sentono disprezzati per la loro incapacità a farlo.

La coppia avverte in principio un vero e proprio shock e ciò mette in crisi il loro sistema di valori, le loro convinzioni, i progetti e le speranze. Successivamente si sviluppa un sentimento di perdita, che per certi aspetti risulta simile a quello che viene provato quando ci si trova in una situazione di lutto vero e proprio. Si piange l’assenza del figlio che viveva nei progetti, nei sogni, si piange la perdita di colui che aveva già un nome. Questo lutto comporta un dolore difficile da gestire, perché non permette i vari riti consolatori che generalmente accompagnano la perdita di una persona cara: non ci sono funerali, né veglie, né lapidi.

Il dolore di questo lutto oltre al sentimento di perdita, coinvolge anche quel bambino che non c’è, il bambino immaginario, immaginato, costituito dai primi desideri di maternità e di paternità e arricchito nel corso degli anni di fantasie, aspirazioni, proiezioni. Occorre allora ricollocarlo nella mente per far posto ad una nuova esperienza di vita, ad una nuova creatività.

Da quanto detto consegue la necessità di trovare un tempo e uno spazio per elaborare il turbine di emozione che deriva dalla condizione di infertilità e dalle tecniche di fecondazione assistita, di offrire un luogo che permetta accoglienza, ascolto, contenimento e sostegno per la coppia che si sottopone alle tecniche di fecondazione.

Dott.ssa Silvia Minervini

Psicologa Psicoterapeuta Gruppoanalista

Letto 1063 volte Ultima modifica il Venerdì, 03 Ottobre 2014 17:56
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